Come ci si presenta a un Editore – Prima parte

Vi sembrerà banale il contenuto di questo articolo, ma vi assicuro che non lo è. Lo dico con cognizione di causa, perché da un anno a questa parte nella mail della mia Casa Editrice arriva di tutto. Non parlo dei testi, ben vengano tutti. L’importante è che abbiano qualcosa da dire.

E ancora no, non parlo dei testi da pubblicare, ma parlo delle pseudo lettere di presentazione, delle sinossi che non sono sinossi, delle biografie che spesso sono dei c.v. o delle bibliografie. Parlo di quelle mail che comunicano una sola cosa: guarda quante cose ho fatto e scritto, e pensa, mio carissimo editore… ci sono anche un sacco di premi e attestati di merito che ho preso in quel “premiocittàdivattelapesca”, “premioallamemoriadelpoetadadovecaspitaèspuntato”, “premiotalentoincompreso”…

Insomma, una gran bella varietà di persone, personaggi, autori, pseudo scrittori. E sporadicamente: scrittori. Fortuna vuole aver ricevuto anche delle belle mail semplici, sincere, scritte bene.

Prima di approfondire il titolo dell’articolo vorrei però spiegarvi chi è l’Editore. Anche questo è banale? Non dico nulla di nuovo? Vi sto ammorbando? Potete anche non andare avanti a leggere, ma io voglio (non vorrei) puntualizzare alcuni concetti. 

 

L’editore è un imprenditore che deve decidere se investire o meno su un determinato saggio/romanzo/silloge e di conseguenza sulla persona che lo ha scritto. Nella nostra casa editrice diamo moltissima importanza alle persone (che stanno dietro le parole). Cerchiamo persone dinamiche, positive, che abbiano voglia di mettersi “in gioco” seriamente, che collaborino con la c.e. in tutto e per tutto. Persone che siano disposte a “fare rete” e sentirsi parte di una comunità.

L’editore è un’azienda e come tale si assume i rischi dell’investimento. L’editore, nella fattispecie il Direttore Editoriale (me), non ha la sfera di cristallo, ma crede in quello che fa ed è per questo motivo che quando sceglie una persona, e di conseguenza un libro, non sa quello che avverrà in futuro, ma sa che per essersi assunto il rischio cercherà in tutte le maniere di far conoscere il “prodotto” sul quale ha puntato. Chiamare un romanzo/silloge prodotto significa sminuire il contenuto del libro? No, per niente. Significa solo prendere atto che anche un libro è un prodotto soggetto a marketing. E se chi mi manda mail si permette di riempirsi la bocca con questo anglicismo, perché un editore (leggasi azienda) non può farlo?

L’editore non è al servizio dello scrittore. Non pensate di fare un favore all’editore spedendo un qualsiasi testo, miei cari scrittori e poeti. No, miei cari! Il favore ve lo fa, in primis, chi vi legge. Ovvero colui che investe il proprio tempo su un testo che nell’80% dei casi è solo un ammasso di parole formattato alla pene di cane. Quindi, miei cari scrittori (o presunti tali), prima di inviare un testo, almeno controllate che cosa avete scritto. Passi il refuso, passi anche un mancato congiuntivo, ma per favore fate attenzione al verbo avere (e alle “h” da aggiungere o meno) e non inviate testi in grassetto o con caratteri fighissimi (per voi) pensando di aver mandato il nuovo best seller dell’anno (sia per contenuto che per aspetto).

L’editore mette a disposizione dello scrittore le proprie competenze in campo editoriale, pubblicitario, divulgativo. L’editore ha il proprio sito nel quale tutti gli scrittori pubblicati hanno il loro spazio. L’editore usa i blog, il proprio e quello dei blogger a lui accreditati, per informare il pubblico/lettore sulle nuove uscite, sui contenuti, sulle curiosità. L’editore ha un ufficio stampa che usa nel migliore dei modi spedendo comunicati alle testate locali e nazionali per ogni nuova uscita, per ogni presentazione libraria, per ogni evento culturale che sia di interesse pubblico. L’editore tifa per lo scrittore, altrimenti non l’avrebbe scelto, e sceglie di istruire chi ha voglia di imparare a fare squadra.

L’editore ha uno staff che lo supporta. Lo staff è formato da un grafico, che ha studiato per fare quel mestiere e quindi è competente, e da tanti Editor, coordinati da una Capo Editor. Lavoriamo in sinergia per dare il meglio, per pubblicare un “prodotto” leggibile, divertente, curato sin nei minimi particolari a partire dalla sintassi/grammatica per arrivare all’estetica del “prodotto” finito. Lo staff segue una linea editoriale, o politica editoriale, decisa ancora prima di pubblicare il primo libro. Una linea che è stata studiata “a tavolino”, frutto di esperienze pregresse nel campo editoriale ed è del tutto inutile inviarci, insieme al testo, la copertina che vi ha realizzato l’amico della porta accanto, anche se fosse un grafico.

Fine prima puntata!

Lo so, non sono una brava persona.

Avete voglia di conoscere il seguito? Che vi devo dire? Non perdetevi la prossima puntata.

Però lasciatemi fare un paio di ringraziamenti (forse qualcuno in più). Ringrazio Lorena Marcelli e l’Associazione culturale Elle Emme per avermi dato l’opportunità di intervenire con le mie competenze a “Fuori dal coro”: una manifestazione corale che mi ha fatto conoscere un sacco di belle persone. Ringrazio i colleghi Editori Fabio Dessole, Alessio Masciulli, Carmelo Neri, per lo scambio di informazioni, idee, collaborazione. Ringrazio il mio Staff, perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile.

Xo Xo Rita Angelelli

Direttore editoriale di Le Mezzelane Casa Editrice

Precedente Blog tour le femmine del babbuino - intervista all'autore Mechi Cena Successivo Fuori dal coro - Roseto Degli Abruzzi

5 thoughts on “Come ci si presenta a un Editore – Prima parte

  1. Anonimo il said:

    Grazie a voi che avete scelto noi.
    Dispiace che si debba sempre spiegare un concetto di rispetto e umiltà che si presume debba essere alla base delle relazioni umane.

  2. Io aspetto con ansia la prossima puntata. Pur essendo un insegnante di italiano non so come si faccia una sinossi, una presentazione o altro ancora perciò sarò bel felice di apprendere e mettere in pratica.
    Grazie per avermi scelta.

  3. Annamaria Marconicchio il said:

    Il tuo parlare diretto, il sarcasmo nella giusta quantità e mai offensivo fanno dei tuoi articoli degli utilissimo saggi; semplici nella loro esposizione, non lasciano dubbi e restano impressi.

Lascia un commento

*