Come ci si presenta a un Editore – Seconda parte

Per chi si fosse perso la prima parte di questo interessantissimo ciclo di articoli consiglio di cliccare su questo link http://mindspot.altervista.org/ci-si-presenta-un-editore-parte/

Dove eravamo rimasti? Avevo anticipato una slide, che riporto qui sotto (giusto per non perdere il vizio di usare le immagini quando servono).

A meno che non abbiate già preso il vostro manoscritto sottobraccio e siate saltati in sella al vostro scooter o siate saliti sulla vostra auto per recarvi presso la sede di un Editore perché avete appena scritto la parola fine sul vostro “pargolo” e non vedete l’ora di mostrarlo a qualcuno…  vi consiglio di fermarvi. Prima di fare qualsiasi cosa consultate il sito dell’Editore, o degli editori, e leggete bene quello che vogliono, e come lo vogliono , alla pagina Pubblica con noi. Per quanto ci riguarda Le Mezzelane casa editrice non accetta manoscritti cartacei, ma solo digitali. Internet: una grande invenzione! Google: santo subito!

  • La mail: non deve essere vuota. Qualcuno dirà senz’altro tra sé che ho iniziato con una delle mie solite banalità. Eppure vi assicuro che nella casella si posta elettronica della mia casa editrice ho ricevuto numerose e-mail senza corpo, solo con un file allegato che lì per lì poteva essere scambiato per uno dei tanti virus che girano per la rete. Capirete che ricevere una mail solo con un file e addirittura senza oggetto sia alquanto demoralizzante, o meglio: sinonimo di sciatteria, che se tanto mi da tanto… O forse non lo capite, e allora tanto vale che lasciate perdere di leggere questo articolo. La email è una cosa seria! Con le email ci lavoriamo. La email non deve essere un lungo excursus tra premi letterari e divagazioni a dimostrazione di “quanto sono bravo, quanto solo bello, pozzo fa ‘l fotomodello”, ma una breve spiegazione del perché avete contattato la casa editrice: non riceviamo solo manoscritti, e allora è buona cosa farci capire che cosa volete da noi. E vi assicuro (ancora) che spesso riceviamo email incomprensibili.
  • La lettera di presentazione. Mi è stato detto su un sito dedicato all’editoria che la mia casa editrice pretende troppe cose. Bene miei cari scrittori, visto che pretendo troppe cose potete anche fare a meno di contattarci, perché una simile affermazione può essere solo sinonimo di poco rispetto verso chi spende del tempo (che è sempre troppo poco) a leggere il manoscritto di un perfetto sconosciuto. La lettera di presentazione è molto importante perché ci racconta chi siete. Non a caso sotto il nostro logo abbiamo scritto: dietro le parole ci sono le persone. Può essere un file a parte, oppure essere il corpo stesso della mail, non è importante, ma fate attenzione a metterla sempre. Per il contenuto vi rimando a un prossimo articolo.
  • La sinossi: deve essere un file a parte che non deve essere assolutamente scambiata per la quarta di copertina. Per quanto riguarda il contenuto vi rimando a un prossimo articolo.
  • La biografia: deve essere un file a parte. Fate attenzione: la biografia è diversa dalla bibliografia e dal curriculum vitae. Per il contenuto… come sopra.
  • Il testo del romanzo o del saggio o della silloge poetica. No al grassetto o ai caratteri calligrafici: ci complicano la vita. Dobbiamo leggere e non portare il vostro testo a una mostra di bellezza. No alle formattazioni strane, basta un A4 interlinea semplice carattere times new roman (questo bistrattato perché inflazionato) corpo 12/14. No ai pdf. Si a file word.doc o .docx o .odt. No alle pagine con uno sfondo colorato. Eh sì, abbiamo ricevuto anche manoscritti con degli sfondi anticati solo perché il testo era un romanzo storico. Ricordatevi: la semplicità paga sempre.
  • Il sito della casa editrice. Dimostrate di conoscere la casa editrice e per il momento non aggiungo altro. Nell’articolo che riguarderà la lettera di presentazione troverete spiegato questo punto. Intanto cercate di rifletterci su.

Vi aspetto alla prossima puntata, ma prima vorrei farvi qualche domanda e vorrei che foste così carini da rispondere nei commenti: anche io ho bisogno di feedback.

  1. Perché un Editore dovrebbe leggere il tuo manoscritto?
  2. Vale veramente la pena spenderci su del tempo?
  3. Il tuo manoscritto ha qualcosa di diverso dagli altri milioni di manoscritti? Che cosa?
  4. Hai uno stile riconoscibile dalla massa?
  5. Sei disposto a farti il c..o (ops) pur di far conoscere la tua storia?
  6. Sei disposto a collaborare con la casa editrice?

Se hai risposto a tutte le domande senza mentire a te stesso e senza banalità, allora sei pronto a seguire gli altri miei articoli e provare a pensare (ho detto pensare…) a come farti notare tra le decine  di mail che ci arrivano quotidianamente.

Xo Xo Rita Angelelli

Direttore Editoriale di Le Mezzelane Casa Editrice

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4 thoughts on “Come ci si presenta a un Editore – Seconda parte

  1. Fabio Falugiani il said:

    Brava Rita. Aggiungerei: qualche volta mettetevi dall’altra parte, da quella dell’editore, spedite la mail a voi stessi così come l’avete creata, e dopo una settimana rileggetela e poi proseguite nel percorso verso la c. e.

  2. Giovanna il said:

    Buongiorno Rita e complimenti per la rubrica.
    Articolo interessante e di aiuto per chi scrive.
    Rispondo, in breve, ai tuoi quesiti:
    1) Non saprei. Dovrei mettermi nei panni di un Editore per rispondere. Forse per curiosità o perché sono alla ricerca di buona scrittura oppure perché il titolo e la sinossi mi incuriosiscono.
    2) Vedi sopra. Potrebbe valerne la pena.
    3) Eh, bella domanda! A freddo potrei dire di sì ma, in effetti, solo gli altri possono affermarlo. Io sano troppo coinvolta.
    4) Dicono che abbia un mio stile, di certo riconoscibile.
    5) Proprio a “spezzarmi la schiena” e a dedicare tutto il mio tempo, no. Ho un altro lavoro e una famiglia. Sicuramente ce la metterò tutta.
    6) Idem, come sopra.
    Grazie, Giovanna.

  3. Annamaria Marconicchio il said:

    Premesso che attendo con ansia gli articoli successivi, perché la prossima volta voglio fare una bela figura con la casa editrice. Sarò tacciata di “secchiona” anche qui? ben venga; significherà aver compreso ciò che cercate.
    Circa le domande indicate alla fine dell’articolo, dopo averle lette mi sono chiesta “Perché sono qui?”
    Vorrei che nei miei testi l’editore scovasse quel desiderio di trasmettere emozioni che considero prioritario e tirasse fuori il mio io nascosto tra le pagine. Sicuramente non mi distinguo ma sono pronta a dare tutta me stessa se ho una possibilità di riuscirci. Per quanto riguarda la collaborazione, credo che per la realizzazione di qualcosa di valido, in questo caso, è necessario la massima collaborazione.

  4. Sono pienamente d’accordo con te Rita, si spera sempre che questi articoli siano d’aiuto, e non presi come critiche, nel secondo caso vuol dire che chi legge non comprende.
    La collaborazione tra CE ed autore è fondamentale già dalla prima email.

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